L’Italia è uno dei paesi Europei più soggetti a terremoti, data la sua vicinanza alla faglia EuroAfricana.

Ma cos’è una faglia?
Una faglia è la zona in cui le zolle o placche, in cui sono divisi i continenti, confinano.
Questa è la zona dove avvengono, di solito, i terremoti più forti.

Ma, come si generano i terremoti?
I terremoti si generano dallo sfregamento e spostamento delle zolle, questi movimenti vengono
indotti da i flussi di magma che continuamente risalgono, quando sono abbastanza fluidi e
sprofondano quando diventano più densi e freddi, creando così un ciclo, questi cicli mandano “alla
Deriva” i continenti.
I movimenti principali dei continenti sono 3:
Movimento Divergente, avviene quando due placche si spostano in senso opposto facendo
allargare la faglia e facendo fuoriuscire magma.
Movimento Trasforme, si manifesta nella situazione in cui due placche che si muovono sfregano
tra di loro trasversalmente.
Movimento Convergente, si genera dallo scontro di due placche, in questa situazione la placca più
pesante e spessa, in genere placche continentali, passa sopra quella più sottile e leggera, in
genere placche oceaniche, facendole così scorrere una sotto l’altra e mandando la più leggera
verso il mantello, dove diventerà magma.
Generalmente i movimenti che generano i terremoti più catastrofici sono il movimento Trasforme,
poiché avviene a scatti, e il movimento Convergente.
I terremoti, non sono altro che rilasci di energia accumulata, quando delle placche che si muovono
accanto non riescono a spostarsi per diverso tempo si generano dei punti di stress, questi quando
raggiungono una soglia critica rilasciano energia generando delle vibrazioni nel terreno circostante
che noi chiamiamo terremoto.
Ma non solo, i terremoti, soprattutto nelle vicinanze dei vulcani, sono generati anche dalla risalita
del magma, che squarcia il terreno nei suoi punti più deboli.
L’intensità dei terremoti varia in base al terreno, alla profondità dell’ipocentro e alla distanza a cui si
avverte.
Per classificare i terremoti sono state create 2 scale:
Scala Mercalli,

creata dall’italiano Giuseppe Mercalli, misura gli effetti a livello macroscopico dei
terremoti e la sua percezione sulle persone.
Questa scala misura un terremoto da I, scosse talmente leggere da essere avvertite solo dagli
strumenti a XII, scosse catastrofiche, che distruggono completamente le costruzioni umane e
recano danni, anche gravi alla natura circostante.

Scala Richter,

ideata dallo Statunitense Charles Richter, misura l’energia del terremoto, in base
ad un calcolo, che ci dà la magnitudo, da non confondere con l’intensità.
La magnitudo viene misurata da 0, scosse impercettibili, a 10, anche se il terremoto più forte mai
registrato arrivò a 9,5.

Ora che conosciamo le cause dei terremoti e sappiamo tutti i danni catastrofici che possono
creare, non resta da chiedersi, come posso proteggermi?
Beh, i terremoti non si possono prevedere, però si può attuare un piano di prevenzione, come la
creazione da parte delle amministrazioni comunali di piani di evacuazione, con centri di ritrovo
sicuri facilmente raggiungibili dai soccorsi e dalla popolazione circostante, cosa che già esiste e
viene attuata ed aggiornata costantemente; la costruzione dei nuovi immobili secondo le
disposizioni antisismiche e messa in sicurezza degli edifici non antisismici; divulgazione dei piani
d’emergenza e dei pericoli delle calamità; far conoscere alla popolazione le zone del territorio più a
rischio; effettuare simulazioni d’intervento anche su scala cittadina e non solo per singoli edifici o nelle scuole; e molti altri accorgimenti che evitano, in caso d’emergenza, di far riportare feriti o
addirittura morti.

La prevenzione è molto importante, per essere già pronti in caso di calamità.
ma se mi trovassi a casa o in strada, come dovrei comportarmi?
Ovviamente in queste situazioni dobbiamo pensare alla nostra sicurezza e a quella degli altri.
se si è in casa durante il terremoto, bisogna andarsi a proteggere lì dove la struttura è più stabile,
sotto alle travi portanti, sotto le porte incassate nei muri portanti o sotto i tavoli.
Bisogna stare lontani da finestre, mobili pesanti che potrebbero cadere e oggetti in posizioni
pericolose, non bisogna per alcun motivo usare le scale e l’ascensore, dato che ci si potrebbe
rimanere bloccati.
Dopo la scossa, se si può, si dovrebbe scendere il più velocemente possibile in strada ed
allontanarci dagli edifici e da tutte le infrastrutture come ponti o sottopassaggi, linee elettriche ed
altre; per evitare che ulteriori scosse d’assestamento ci mettano ulteriormente a rischio.
Dopo di che, ci dobbiamo recare alle aree di raduno, segnate nei piani di evacuazione comunali e
si devono ascoltare gli avvisi delle autorità e comunicati radio, se possibile, per capire cosa
possiamo fare.
Per nessun motivo dobbiamo rientrare negli edifici senza autorizzazione, non utilizzare
l’automobile per lasciare le strade sgombre e non dobbiamo effettuare chiamate futili, anche se si
tratta di parenti per lasciare le vie telefoniche libere, soprattutto nelle prime ore dopo il terremoto.
Inoltre non bisogna utilizzare nessuno dei servizi pubblici quali gas, acqua potabile tramite
rubinetto e l’elettricità, sia perché alcune di queste, come l’acqua, potrebbero essere piene d i detriti
o inquinate in qualche modo, sia perché potremo creare altre emergenze come accidentali fughe di
gas o altro.

Ora parliamo di un altra grande catastrofe a cui Il nostro paese, data la sua grande estensione
marittima, parliamo di 7500-8000 km di costa, è soggetto, o vero i Maremoti anche detti Tsunami.
Cosa sono? E che a che pericoli portano?
Gli Tsunami sono onde fuori dal comune generate principalmente da terremoti, eruzioni
sottomarine e frane che finiscono in mare o si manifestano sott’acqua.
Queste enormi onde, che possono essere una o più, si infrangono contro la costa e possono
addentrarsi fino a centinaia di metri nell’entroterra.
Esse si possono abbattere sulla costa principalmente in 2 modi, ovvero, come una marea
crescente o come un muro d’acqua che travolge la costa.
La potenza di questo evento catastrofico varia in base al tipo di fondale della costa e alla portata
della frana, alla potenza del terremoto o dell’eruzione vulcanica che l’ha generato.
Le principali avvisaglie di questi cataclismi, sono i terremoti che li precedono o il repentino ritirarsi
del mare anche per diverse decine di metri.
Se si è avvisati di un imminente Tsunami e si è in casa, in strada, sul lungomare o in spiaggia
bisogna correre il più velocemente possibile nelle zone più in alto della proprio territorio, in questi
casi si deve cercare di non utilizzare l’automobile, poiché si interesserebbero le vie di fuga e
potrebbe diventare una possibile trappola in caso lo Tsunami ci colpisse.
Se ci si trova in mare con un’imbarcazione bisogna spostarsi in mare aperto, dove la percezione
dello Tsunami e la sua forza sono ridotte.
Oltre a queste regole bisogna, come per il terremoto, restare aggiornati sugli avvenimenti e sui
comunicati delle autorità preposte e non prendere iniziative non autorizzate.

ARTICOLO DI Luigi Greco

Categorie: News

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